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Scopri di più sulla trasparenza dell’IAPerché l’allocco richiama così spesso in autunno? Scopri che cosa si nasconde dietro i suoi versi notturni e come osservarlo in giardino.
Il richiamo inquietante e prolungato che in molti film crea un’atmosfera da brivido notturno è spesso quello dell’allocco (Strix aluco). In autunno questo rapace notturno si fa sentire con particolare frequenza: gli individui già insediati rendono udibili i propri territori, mentre i giovani allocchi sono alla ricerca di un territorio tutto loro. Anche i richiami nuziali fanno parte del repertorio autunnale. Se di notte senti un allocco, potresti quindi assistere a una comunicazione territoriale o a uno scambio tra partner, non necessariamente al verso di un singolo uccello che semplicemente «ulula».
Per chi ha un giardino conta soprattutto l’ambiente circostante: oltre ai boschi, gli allocchi frequentano parchi e giardini ampi e ricchi di strutture, se vi sono vecchi alberi adatti con cavità oppure cassette nido idonee. Osservandoli con discrezione e conservando gli alberi più vecchi, puoi capire meglio il loro habitat e contribuire a tutelarlo.
L’allocco è un rapace notturno attivo soprattutto al crepuscolo e di notte. Il suo canto prolungato può sembrare all’orecchio umano un unico, lugubre grido. In realtà, il richiamo più noto può essere composto dalle voci di entrambi i partner. Il British Trust for Ornithology descrive il classico scambio come un duetto: la femmina risponde con un «too-whit», mentre il maschio emette la parte lamentosa «too-woo». La resa onomatopeica varia da una descrizione all’altra; il punto essenziale è che un richiamo familiare non proviene necessariamente da un solo individuo.
C’è anche un richiamo più breve e acuto, spesso reso come «ku-witt». Secondo la scheda della specie del Landesbund für Vogel- und Naturschutz in Bayern (LBV), serve anche a mantenersi in contatto. Possono emetterlo entrambi i sessi. Un terzo suono può provenire dai giovani allocchi: secondo l’LBV, quelli che hanno lasciato il nido e si trovano sui rami, ancora dipendenti dai genitori, ripetono un richiamo rauco e stridulo, «kszik».
All’aperto non è sempre facile distinguere con certezza questi vocalizzi. La distanza, l’eco e gli altri rumori modificano ciò che si sente. Un singolo «huu», quindi, non basta per stabilire con sicurezza il sesso, l’età o la situazione dell’uccello.
Per gli allocchi l’autunno non è una pausa silenziosa tra due stagioni riproduttive. Secondo il British Trust for Ornithology, in questo periodo si fanno sentire con particolare frequenza. Le coppie già insediate possono difendere il proprio territorio dai giovani che cercano un’area in cui stabilirsi. I richiami rendono così udibili confini che di giorno restano invisibili.
Anche i richiami nuziali e territoriali fanno parte dell’attività autunnale. L’LBV li segnala soprattutto in autunno e a fine inverno. Può sembrare presto, se si pensa alla successiva deposizione delle uova: per la Renania Settentrionale-Vestfalia, il Landesamt für Natur, Umwelt und Klima (LANUK) indica marzo come periodo abituale d’inizio della nidificazione, che talvolta comincia già a febbraio. Tra l’attività vocale autunnale e la nidificazione possono quindi passare diversi mesi.
In autunno gli allocchi non si trasferiscono semplicemente in un luogo di svernamento. Per la Renania Settentrionale-Vestfalia, il LANUK li classifica come uccelli stanziali presenti tutto l’anno. «Stanziale» significa che una specie, in linea generale, rimane nella stessa area e non si sposta regolarmente verso un’altra regione. Ciò non esclude singoli spostamenti: la definizione descrive il comportamento migratorio generale.
Un richiamo proveniente da un gruppo di alberi e una risposta da un’altra direzione possono dare l’impressione che due allocchi si stiano chiamando da punti opposti. È un modo utile per immaginarselo, ma non è una mappa affidabile: dal solo volume non si possono dedurre né la distanza esatta né i confini di un territorio. Il canto indica soprattutto che è in corso una comunicazione.
In Renania Settentrionale-Vestfalia il LANUK indica territori di circa 25–80 ettari. È un dato regionale, non una misura valida per ogni allocco. Non si può quindi trasferire l’estensione del territorio né all’habitat in generale né a un singolo giardino. Un giardino può far parte di un paesaggio più ampio, in cui alberi, parchi e altre strutture idonee concorrono a formare l’habitat.
L’allocco dipende inoltre dalla presenza di luoghi adatti per riposare e nidificare. Secondo l’LBV, utilizza cavità negli alberi, vecchi fienili e cassette nido; tra gli habitat cita anche parchi, cimiteri e giardini con alberi maturi. Il LANUK segnala boschi misti e di latifoglie, aperti e con alberi vecchi, oltre a parchi e giardini ricchi di strutture, con cavità negli alberi o cassette nido idonee. Non conta dunque soltanto che un giardino sia grande: è importante anche che faccia parte di un ambiente adatto e offra le strutture necessarie.
Non serve un’attrezzatura particolare per provare a riconoscere la voce dell’allocco. Bastano pazienza, un luogo tranquillo e cautela nell’interpretare ciò che si sente.
Un giardino naturale può essere importante se è inserito in un ambiente adatto. Per gli allocchi sono rilevanti, come possibili luoghi di nidificazione, i vecchi alberi con cavità e le cassette nido idonee. Per questo è particolarmente importante conservare gli alberi maturi già presenti, quando è possibile mantenerli in condizioni di sicurezza. Anche i parchi e i giardini più ampi sono indicati come habitat frequentati.
Il riferimento alle cassette nido non è un invito generico ad appenderne una in qualsiasi punto. Le schede delle specie menzionano l’uso di cassette nido adatte, ma non forniscono istruzioni su dimensioni, materiali, installazione o posizione. Se stai pensando di installare un nido artificiale, puoi rivolgerti a un’organizzazione locale per la tutela della natura o degli uccelli, che saprà valutare le condizioni del luogo. Una cassetta nido, inoltre, non sostituisce l’intero habitat.
Per cominciare, puoi verificare se nel giardino o nei dintorni ci sono vecchi alberi, parchi o altre strutture adatte. Valuta quali alberi maturi possono essere conservati e osserva se senti richiami regolari provenire dalla stessa direzione. Questo, però, non significa automaticamente che l’allocco nidifichi nel tuo giardino: potrebbe richiamare da un parco o da un bosco vicino.
| Ciò che si sente | Possibile significato | Come interpretarlo |
|---|---|---|
| Richiamo prolungato e lamentoso | Comunicazione territoriale o nuziale | Segnalato soprattutto in autunno e a fine inverno; non è possibile identificarlo con certezza basandosi su un solo richiamo. |
| «ku-witt» breve | Tra le altre cose, richiamo di contatto | Secondo l’LBV, lo emettono entrambi i sessi. |
| «kszik» rauco e ripetuto | Richiamo di un giovane allocco | Può provenire da giovani che hanno lasciato il nido e si trovano sui rami. |
| Richiami alternati provenienti da più direzioni | Possibile comunicazione tra individui | La direzione può fornire indizi, ma non rivela con certezza i confini del territorio. |
Le trascrizioni dei richiami sono approssimative. Non sostituiscono una registrazione audio o l’identificazione da parte di una persona esperta; inoltre, ciò che si sente può cambiare a seconda del luogo e della distanza.
Non necessariamente. Un individuo che richiama può segnalare un territorio o mantenersi in contatto senza che il luogo di nidificazione si trovi nel tuo giardino. I territori dell’allocco possono estendersi ben oltre i singoli giardini. L’intervallo di 25–80 ettari indicato per la Renania Settentrionale-Vestfalia è un dato regionale e non va trasferito automaticamente ad altre aree.
No. Nel classico duetto partecipa anche la femmina: secondo il BTO, risponde al richiamo del maschio. Inoltre, entrambi i sessi possono emettere il breve richiamo di contatto. Senza un’osservazione adeguata non sempre è possibile identificare l’individuo che richiama.
Il suo richiamo prolungato è un efficace espediente sonoro per rendere drammatica una scena notturna. In natura, però, è una forma di comunicazione, per esempio legata al corteggiamento o al comportamento territoriale. Secondo l’LBV, in passato anche il breve richiamo «ku-witt» veniva frainteso e considerato un presagio funesto. È un’interpretazione tramandata nel tempo, non il significato biologico del richiamo.
No. Le fonti citano le cassette nido idonee come una possibile struttura per la nidificazione, non come un intervento necessario in ogni giardino. La scelta di un nido artificiale e il modo corretto di installarlo dipendono dalle condizioni locali. Conservare gli alberi già presenti e adatti è una prima possibilità da valutare.
Non in modo affidabile. Il volume e la direzione danno al massimo un’impressione approssimativa. L’ambiente può modificare la propagazione del suono, e un richiamo non indica automaticamente l’albero più vicino o la posizione di un nido.
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Last updated: 10/10/2026. Corrections can be reported via the feedback form.